Solo dal caos (creativo) può nascere una parete danzante

Questo prima e dopo ha avuto anche un “durante” sconsolato e pieno di dubbi.

358DDA8D-F9F4-4AAB-B452-8AF675E12281.jpegIl verde acido è stato il mio colore preferito per molti anni, quasi dieci per essere precisa ☺️, ma ultimamente mi aveva proprio stufata, su Instagram mi avete aiutata a scegliere tra il senape e il grigio.

Ero molto contenta avesse vinto quest’ultimo perché con qualcosa di più neutro avrei potuto sbizzarrire con oggetti e complementi d’arredo super colorati.

Finito di dipingere però sono rimasta super delusa, mi pareva di una tristezza e noia infinita.

Per fortuna in mio soccorso sono arrivati prima la Santa carta da parati rimasta qui da un progetto mai terminata dell’anno scorso e poi gli amici di Caoscreativo.

Sono stata molto felice di collaborare con Caos Creativo perché sono una giovane, frizzante e talentuosa azienda italiana. Sapete che io non faccio molte promozioni, ma i loro oggetti artigianali, curati, nuovi e originali mi hanno conquistata subito.

In particolare sono impazzita per questi romanzi da scrivere.

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Romanzi da scrivere

Sono dei  block notes dall’aspetto di libri perfetti per arredare una libreria a vista senza dover rovinare libri veri per adattarli al nostro design.

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Io li ho alternati anche con questa edizione di grandi classici italiani e l’effetto mi è piaciuto un sacco.

Se volete vi lascio il link.

 

Anche il puff, il favoloso cucù e il vaso in ceramica arrivano direttamente dallo shop online di Caoscreativo, se volete dare un’occhiata sono certa che non rimarrete delusi!

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L’isola che non c’è

Un altro post che vi racconta delle evoluzioni di questa nostra casa di pazzi! Quanto in fretta vi stancherete?

Speriamo fra un po’ 😉

40E64622-2BA2-4D5C-8DE6-1AC11B120442.jpegAllora questa è una delle rare immagini della cucina, prima del nostro insediamento. Bianca, tutta bianca ma non di gran qualità. La mia idea è che se vuoi una cucina tutta bianca deve essere high-end, non so come dire. Se prendi una cucina nel negozio più sgrauso di tutta Nyc, come hanno fatto i costruttori, devi provare a dargli un po’ di carattere con le customizzazioni. Ed e quello che ho provato a fare appena ne ho avuto la possibilità.

Tentativo numero uno

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Il signore è il tecnico della Samsung, purtroppo non ho trovato una foto migliore 😂. Comunque, il tentativo inziale e stato il più facile e a me piaceva moltissimo, ma a mio marito veniva l’orticaria al solo pensiero che avessimo delle placche di vinile ( plastica, lo chiamava lui) sull’isola della cucina.

Che poi tecnicamente è una penisola.

Complice la visita di mio cognato, falegname, dall’Italia me l’hanno sostituita nottetempo, con delle tavole di legno di pino. Pino. Giallo, capite? Non ho foto della loro opera perché ero troppo impegnata a piangere.

Quindi passiamo al tentativo numero tre.543F495E-F514-4DC5-B96D-5958D926CE24

Ho staccato tutto, verniciato, ridipinto, scartavetrato e riattaccato il tutto. Non era male, ma non assomigliava per niente all’idea che avevo in mente e che avevo screnshottato dalla pubblicità del succo di melograno, ancor prima di comprare casa. Vi mostro una diapositiva261E4D41-C5C8-427D-A343-59741717EEC6

E cosi siamo arrivati al tentativo numero quattro.

Ho rimosso il pino malefico e applicato quello che qui si chiama stikwood: sono delle specie di piastrelle autoadesive di legno recuperato, un po’ irregolari, ma che donano molto carattere. E’ estremamente overpriced ma con una grande botta di fortuna l’ho trovato super scontato su Amazon e ne ho approfittato subito.

Il risultato inizialmente mi piaceva TANTISSIMO, ma non ho una foto perché appena finito il lavoro ho realizzato che il legno non era solo vintage ma anche lurido e francamente mi sembrava poco igienico averlo in cucina. In più l’adesivo dipartenza non faceva presa e ho dovuto usare la colla millechiodi, operazione che ha creato non pochi problemi all’uso dei miei arti per qualche giorno. Diapositiva della mia mano alla fine del lavoro

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Nella disperazione di non perdere tutto il lavoro fatto, ho pensato bene di levigarlo e riverniciarlo, il tutto senza rimuoverlo dall’isola. Non vi dico il casino che ho combinato! Ho dovuto pulire la polvere di legno per tipo tre mesi 😢

E la puzza? lasciamo perdere!

Senza altri indugi siamo così arrivati al tentativo numero cinque, che sia la volta buona?

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Io mi auguro proprio di sì! Ditemi un po’ qual è la vostra versione preferita? Avete notato che ho cambiato anche il colore agli sgabelli?