Casa mia

2E104BBF-EEF9-48B5-8F7F-7EB676B018A8.jpegHo comprato il mio appartamento in Italia che conoscevo il siciliano atipico da poco, non eravamo pronti ad investire nella nostra storia figuriamoci in una casa insieme.  L’ho potuto acquistare grazie all’aiuto dei miei genitori che si volevano sbarazzare di me che volevano darmi una mano a maturare 😊. La casa in questione era tutta da ristrutturare e poiché condivide il cortile interno con quella di mia nonna, durante i lavori, che sono durati mesi e mesi e non finivano mai, io ho dormito nella sua taverna. Che da lì in poi ha preso il nome di tugurio. Vi dico solo che dovevo uscire fuori per andare in bagno. È stata un’esperienza formante, diciamo così.

Ho fatto pochissime cose con le mie mani in quell’appartamento perché non avevo per nulla fiducia nelle mie capacità, ho però disegnato e progettato ogni piccolo particolare. Mi dispiace non avere qui con me il fantomatico faldone blu, perché mi sarebbe piaciuto mostrarvi tutta la cura e  l’attenzione con cui ho scelto ogni dettaglio. Fino a che ho finito i soldi. Letteralmente. C’erano ancora molte cose da fare, ma ho dovuto sospendere con l’idea di ricominciare quando le finanze me lo avrebbero permesso.

D41B4517-2065-4CF8-934C-2FC2B169201F.jpegE invece dopo pochi mesi che mi ero trasferita finalmente nella mia casina, è arrivata la decsione di trasferirci negli USA. E il matrimonio da organizzare…

A quel punto la casa si è fermata come in un limbo, non ci sembrava avesse senso investire in un appartamento in cui passiamo solo qualche mese all’anno. Fino alla scorsa estate quando in valigia mi sono infilata di tutto di più, questa volta molto più fiduciosa nel potere delle mie mani. Più motivata che mai, ho attaccato lampadari, sistemato cassetti, dipinto muri, attaccato carta da parati e soprattutto decongelato il mio regalo di compleanno, più natale e chi più ne ha più ne metta. Con mia grande gioia ho fatto è  il mio primo ordine a Maison du monde.16D5D894-AD69-47AE-81E9-0609EFD5C571.jpeg

Quando i ragazzi della delivery mi hanno consegnato tutti gli scatoloni che vedete nella fotografia, uno di loro mi ha detto: “di solio ci sono 3 giorni di tempo per controllare tutta la merce, ma se vuoi ti metto una deroga perché credo che a te servirà di più anche solo per aprire le scatole”

Ahhh quel caro il ragazzo! Non sapeva con chi avesse a che fare. Ho mandato Ace dai suoi cugini e ho cominciato a montare mobili come se non ci fosse un domani. Ho lavorato 12 ore di fila e quando ho finito tutto piangevo un po’ per la stanchezza e un po’ per la gioia. Perché in quell’appartamento io ci andavo da bambina. Era disabitato, e io già da allora mi immaginavo come lo avrei modificato. Chiudevo gli occhi e vedevo letti, armadi e divani. Credo che già da allora sapessi che sarebbe diventata la mia casa.

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Ed è così. Sopratutto quella sera. Quest’estate, se riesco a tornarci ve la racconterò per filo e per segno, per ora, se vi va, ditemi come vi sembra guardando queste poche foto. Ha uno stile molto diverso dalla casa americana? Quale mi assomiglia di più? Sono curiosissima di sapre

3 Comments

  1. Condivido quanto detto da quella sopra: riesci a fare meraviglie in ogni continente! Per conto mio, non è diversissimo dalla casina newyorchese, i nostri quanto c’è la tua impronta, pulita, chiara e colorata,un po’ geometRica nella disposizione e nello spazio. Poi, non sono un’architetto,
    Sicuramente ti dico un umile parere, ma mi piace la tua fantasia e la tua passione.

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