La sala tv

Voglio premettere che la nostra casa non è così grande da avere due soggiorni, ma è stata progettata male e così ci siamo ritrovati con una stanza molto strana, con porte ovunque, tra cui quella di servizio che dà sull’esterno che è troppo piccola per essere una camera da letto e troppo grande per essere uno studio. O meglio ci sono studi enormi e se uno li utilizza spesso vanno anche bene, ma nel nostro caso abbiamo preferito convertirla in una media room. La decisione si è rivelata ottima perché il fatto di non avere la tv nella zona soggiorno vera e propria ci ha portato ad accenderla molto molto meno. E aggiungo anche che mi è piaciuta proprio l’idea di non dover costruire tutta la zona living attorno a quella che troppo spesso diventa la sua regina! Però non di sole chiacchiere e giochi da tavolo, vive l’uomo 😊😊😊 quindi si, un posto dove vederci un bel film comodi e spaparanzati lo desideravamo anche noi.

prgettare la sala tv non è stato semplice per via di tutte le aperture di cui vi accennavo: ben 4 porte e una finestra.

La disposizione degli elementi mi è risultata da subito abbastanza forzata. Quindi nel corso dei mesi ho modificato ben poco

061C9812-6984-40DD-B60D-2313A0F8C93B.jpegHo da subito rimpianto l’idea di posizionare  le chaise longue davanti alla libreria, non solo perché si perde l’accesso ad una buona parte della stessa, ma sopratutto perché In questo modo non si possono mettere le piantine e io sono super allergica alla polvere…

Ho fatto, però, di necessità virtù per un bel po’, fino a che un giorno, mi sono svegliata nel cuore della notte e come un’indemoniata mi sono messa a spostare mobili per trovare una disposizione migliore.

Due delle librerie sono finite in soggiorno e solo una è rimasta in questa stanza.

Sempre presa da uno dei miei raptus una domenica ho deciso di colorare una parete di grigio, desiderosa di ricreare questa atmosfera:

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Ovviamente impossibile con gli spazi a disposizione! Questa tavola ispirazionale rende maggiormente l’idea:

18874A32-212D-4E1E-AEC9-F372E0BAF129.jpegQuando ormai credevo di aver deciso tutto ed ero pronta agli acquisti mi sono però imbattuta in questa foto:

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È un po’ che quel punto di verde (qui lo chiamano grace green) mi gira nella testa, infatti avevo già intenzione di inserirlo negli accessori. Ma è forse il caso che ridipinga il muro? Anche per questa opzione ho preparato un collage:

0185F0C5-3D8A-49C7-89E5-C7BA995629DEVoi cosa ne pensate?

Datemi veloci i vostri pareri prima che mi prenda un altro dei miei raptus 😅

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Salvate il bagno Uber

Signore e signore vi devo confessare che il blog è così nuovo che mi dimentico io stessa di averlo, quindi sappiate che non mi offendo se anche voi dimenticat di passare di qua!

In questi giorni sto alacremente lavorando al bagno Uber. Per chi non lo sapesse si chiama così perché a distanza di qualche settimana due autisti Uber, per ragioni non meglio identificate, tra tutte le case a disposizione hanno deciso entrambi di suonare alla mia porta per chiedermi di usare il bagno!

Mi era nato il sospetto di essere finita nella app Uber come bagno pubblico, invece, per fortuna, non ci sono stati nuovi episodi, ma gli abbiamo lasciato il nome.

Comunque, questo piccolo bagno è sempre stato il luogo più brutto di tutta la casa e può vantare innumerevoli tentativi di miglioramento

ve ne posto qualcuno qui:

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Primo pessimo tentativo, colori accesi e fiori sul soffitto:perché?
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Rosso un po’ ovunque e ancora quei benedetti fiori!
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Una virata verso il nero, decisamente meglio, ma non brilla di personalità

Ora galvanizzata dai miracoli che la carta da parati mi ha mostrato di saper fare, ho deciso di intervenire un’ultima (?) volta e sono sicura che sarà qualcosa di magico.

Più  o meno sicura.

La foto che mi ha inspirato è stata questa di Byrdesign di cui mi sono letteralmente innamorataD847B65E-58EB-4174-A95E-9821564DE750

 

Partendo da qui ho preparato delle tavole ispirazionali con due delle combinazioni che mi piacciono di più.

La prima gioca sul sempre attuale binomio bianco\blu,  con l’aggiunta dei dettagli in ottone nella rubinetteria e negli accessori.

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La seconda invece introduce elementi in legno, per scaldare un po’ l’ambiente e ricreare un effetto SpA, minimale visto le misure ridottissime del bagno.

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Quale vi piace di più?

Apologia di Central Park

Ieri abbiamo fatto una lunga passeggiata a Central Park. Il tempo era nebbioso, brutto e pure antipatico, ma il parco risultava comunque bellissimo.

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Ho pensato di dedicargli un intero post, perché se lo merita. Mi avete chiesto qual è la stagione migliore per visitarlo e io vi direi sempre, però  i colori dell’autunno rimango  inarrivabili.

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Il parco è nato prima che si pensasse all’importanza di un polmone verde al centro della città,  l’idea che lo ha ispirato è che ognuno avesse diritto ad un “giardino” dove rilassarsi.  E a Central park incontri davvero chiunque.
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I turisti certo, tanti, ma non solo. Ci sono gli anziani, le carrozzine, i bimbi che corrono e gli adulti che lo fanno spingendo il passeggino. Ci sono quei poveri cavalli che tirano le carrozze che forse per vendicarsi puzzano più dei chioschetti degli hot dogs. Ci sono gli atleti più o meno improvvisati, gli skaters, i musicisti e gli innamorati. Una volta ho assistito ad una proposta di matrimonio tra i remi delle barchette. Estremamente romantica.
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A Central park ci sono i chioschi, i laghi, gli uccelli e gli scoiattoli. E lo zoo.
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Ci sono 3 chilometri e mezzo di verde, circondati da grattaceli, uffici e appartamenti.
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Ci sono luoghi affollati e chiassosi e silenzi inimmaginabili.
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Central park è tutto il bello di questa città e qualcosa di più.

L’isola che non c’è

Un altro post che vi racconta delle evoluzioni di questa nostra casa di pazzi! Quanto in fretta vi stancherete?

Speriamo fra un po’ 😉

40E64622-2BA2-4D5C-8DE6-1AC11B120442.jpegAllora questa è una delle rare immagini della cucina, prima del nostro insediamento. Bianca, tutta bianca ma non di gran qualità. La mia idea è che se vuoi una cucina tutta bianca deve essere high-end, non so come dire. Se prendi una cucina nel negozio più sgrauso di tutta Nyc, come hanno fatto i costruttori, devi provare a dargli un po’ di carattere con le customizzazioni. Ed e quello che ho provato a fare appena ne ho avuto la possibilità.

Tentativo numero uno

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Il signore è il tecnico della Samsung, purtroppo non ho trovato una foto migliore 😂. Comunque, il tentativo inziale e stato il più facile e a me piaceva moltissimo, ma a mio marito veniva l’orticaria al solo pensiero che avessimo delle placche di vinile ( plastica, lo chiamava lui) sull’isola della cucina.

Che poi tecnicamente è una penisola.

Complice la visita di mio cognato, falegname, dall’Italia me l’hanno sostituita nottetempo, con delle tavole di legno di pino. Pino. Giallo, capite? Non ho foto della loro opera perché ero troppo impegnata a piangere.

Quindi passiamo al tentativo numero tre.543F495E-F514-4DC5-B96D-5958D926CE24

Ho staccato tutto, verniciato, ridipinto, scartavetrato e riattaccato il tutto. Non era male, ma non assomigliava per niente all’idea che avevo in mente e che avevo screnshottato dalla pubblicità del succo di melograno, ancor prima di comprare casa. Vi mostro una diapositiva261E4D41-C5C8-427D-A343-59741717EEC6

E cosi siamo arrivati al tentativo numero quattro.

Ho rimosso il pino malefico e applicato quello che qui si chiama stikwood: sono delle specie di piastrelle autoadesive di legno recuperato, un po’ irregolari, ma che donano molto carattere. E’ estremamente overpriced ma con una grande botta di fortuna l’ho trovato super scontato su Amazon e ne ho approfittato subito.

Il risultato inizialmente mi piaceva TANTISSIMO, ma non ho una foto perché appena finito il lavoro ho realizzato che il legno non era solo vintage ma anche lurido e francamente mi sembrava poco igienico averlo in cucina. In più l’adesivo dipartenza non faceva presa e ho dovuto usare la colla millechiodi, operazione che ha creato non pochi problemi all’uso dei miei arti per qualche giorno. Diapositiva della mia mano alla fine del lavoro

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Nella disperazione di non perdere tutto il lavoro fatto, ho pensato bene di levigarlo e riverniciarlo, il tutto senza rimuoverlo dall’isola. Non vi dico il casino che ho combinato! Ho dovuto pulire la polvere di legno per tipo tre mesi 😢

E la puzza? lasciamo perdere!

Senza altri indugi siamo così arrivati al tentativo numero cinque, che sia la volta buona?

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Io mi auguro proprio di sì! Ditemi un po’ qual è la vostra versione preferita? Avete notato che ho cambiato anche il colore agli sgabelli?

 

Casa mia

2E104BBF-EEF9-48B5-8F7F-7EB676B018A8.jpegHo comprato il mio appartamento in Italia che conoscevo il siciliano atipico da poco, non eravamo pronti ad investire nella nostra storia figuriamoci in una casa insieme.  L’ho potuto acquistare grazie all’aiuto dei miei genitori che si volevano sbarazzare di me che volevano darmi una mano a maturare 😊. La casa in questione era tutta da ristrutturare e poiché condivide il cortile interno con quella di mia nonna, durante i lavori, che sono durati mesi e mesi e non finivano mai, io ho dormito nella sua taverna. Che da lì in poi ha preso il nome di tugurio. Vi dico solo che dovevo uscire fuori per andare in bagno. È stata un’esperienza formante, diciamo così.

Ho fatto pochissime cose con le mie mani in quell’appartamento perché non avevo per nulla fiducia nelle mie capacità, ho però disegnato e progettato ogni piccolo particolare. Mi dispiace non avere qui con me il fantomatico faldone blu, perché mi sarebbe piaciuto mostrarvi tutta la cura e  l’attenzione con cui ho scelto ogni dettaglio. Fino a che ho finito i soldi. Letteralmente. C’erano ancora molte cose da fare, ma ho dovuto sospendere con l’idea di ricominciare quando le finanze me lo avrebbero permesso.

D41B4517-2065-4CF8-934C-2FC2B169201F.jpegE invece dopo pochi mesi che mi ero trasferita finalmente nella mia casina, è arrivata la decsione di trasferirci negli USA. E il matrimonio da organizzare…

A quel punto la casa si è fermata come in un limbo, non ci sembrava avesse senso investire in un appartamento in cui passiamo solo qualche mese all’anno. Fino alla scorsa estate quando in valigia mi sono infilata di tutto di più, questa volta molto più fiduciosa nel potere delle mie mani. Più motivata che mai, ho attaccato lampadari, sistemato cassetti, dipinto muri, attaccato carta da parati e soprattutto decongelato il mio regalo di compleanno, più natale e chi più ne ha più ne metta. Con mia grande gioia ho fatto è  il mio primo ordine a Maison du monde.16D5D894-AD69-47AE-81E9-0609EFD5C571.jpeg

Quando i ragazzi della delivery mi hanno consegnato tutti gli scatoloni che vedete nella fotografia, uno di loro mi ha detto: “di solio ci sono 3 giorni di tempo per controllare tutta la merce, ma se vuoi ti metto una deroga perché credo che a te servirà di più anche solo per aprire le scatole”

Ahhh quel caro il ragazzo! Non sapeva con chi avesse a che fare. Ho mandato Ace dai suoi cugini e ho cominciato a montare mobili come se non ci fosse un domani. Ho lavorato 12 ore di fila e quando ho finito tutto piangevo un po’ per la stanchezza e un po’ per la gioia. Perché in quell’appartamento io ci andavo da bambina. Era disabitato, e io già da allora mi immaginavo come lo avrei modificato. Chiudevo gli occhi e vedevo letti, armadi e divani. Credo che già da allora sapessi che sarebbe diventata la mia casa.

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Ed è così. Sopratutto quella sera. Quest’estate, se riesco a tornarci ve la racconterò per filo e per segno, per ora, se vi va, ditemi come vi sembra guardando queste poche foto. Ha uno stile molto diverso dalla casa americana? Quale mi assomiglia di più? Sono curiosissima di sapre

La fuga delle Subway tiles

Forse non tutti sanno che (che gioventù citare la settimana enigmistica!) nello stato di NY è illegale vendere una casa se non è provvista di bagno\i e cucina. Quindi almeno che tu non abbia la fortuna di costruirtene una, devi beccarti quello che trovi. Nel nostro caso siamo arrivati appena in tempo per concordare con il “costruttore” (le virgolette sono d’obbligo perché più che altro è un delinquente!) che lui mettesse il minimo indispensabile per avere l’approvazione della banca e poi noi potessimo modificarla almeno in parte.A29809BC-5BE1-4730-939F-718674E69D2C.jpegQui sopra è come la trovammo il primo giorno che vedemmo la casa e qui di seguito con gli elettrodomestici posticci che poi il malefico è venuto a riprendersi, entrando in casa di nascosto come un ladro, si nota che non c’è l’ho ancora a morte con il tizio? 😒A3135441-F50E-44DF-B680-087E3413F7F6.jpeg

Oltre agli elettrodomestici, abbiamo potuto cambiare il lavandino e il piano di lavoro, ma la scelta più difficile è stata senza dubbio il paraspruzzi. O meglio, mi sono convinta quasi subito per le piastrelle bianche in stile metropolitana, ma ho avuto mille dubbi quando si è trattato di scegliere il tipo di fughe. Bianche o scure? Strette o larghe? Oggigiorno ci sono infiniti colori a disposizione, perfino metallici o glitterati. L’imbarazzo della scelta per me è sempre paralizzante, quindi ho letto e studiato la qualunque e ho imparato che:
Nonostante tutti i colori disponibili, meglio limitare la scelta tra le varie nounces di  bianchi e grigi. Da evitare i beiges che fanno subito datato, anziché vintage!  Ogni sfumatura produrrà effetti sostanzialmente differenti. Il bianco troppo bianco rischia di risaltare eccessivamente e di evidenziare ogni piccoa imperfezione della piastrella. Un bianco più opaco appena tendende al grigio, crea un impatto visivo omogeneo e molto elegante, bisogna però considerare che tutti i colori chiari tendono a sporcarsi e a macchiarsi più facilmente.
Il grigio chiaro ha un effetto simile al bianco più opaco, facendo però risaltare  di più la piastrella. Perfetto nel caso si abbia  intenzione di scegliere una piastrella un poco più lavorata, anziché quella piatta classica.

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Inizialmente io avevo optato per un grigio medio scuro, perché mi ero fatta convincere dal fatto che mascherasse meglio le macchie e regalasse sicuramente un aspetto più drammatico.

Purtroppo ho solo questa foto di com’era2C8C86C4-9082-4DB3-9815-01B11D382135

A me non piaceva per nulla, mi ricordo ancora di come ero felice quando il piastrellista aveva finito di posare le piastrelle. L’indomani sono tornata e dopo che aveva  messo lo stucco scuro e stavo per svenire! Mi dava un effetto di sporco che non vi posso dire. Così qalche mese dopo, mi sono armata di Santa pazienza e le ho ripassate tutte.

Scattai questa foto appena finito il lavoro e sorrido come allora riguardandola!DB93B126-D260-4F1E-8D48-4E6074332D30.jpeg

Rimane il fatto che sceglierei un colore scuro per il bagno dove il rischio che le fughe bianche rimangano tali per ben poco è molto alto.  Lì forse azzarderei anche una fuga un po’ piu larga per aumentare la drammaticità dell’insieme, per la cucina invece rimarrei su una fuga sottile che è più  elegante e di facile manutanzione.

E dopo tutta sta spataffiata mettiamo un’altra foto della cucina di come è ora? Secondo me,  altre piccole modifiche, tipo le maniglie dei cassetti, l’hanno decisamente migliorata. Ovviamente anche il fatto che io, nel mentre, abbia imparato le basi della fotografia ha aiutato 😅

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Lezioni di cucina

No, non intendo lanciarmi nel campo dei food blogs. No panic. Volevo, invece, condividere con voi quello che ho imparato nella mia prima lezione di corso, dove si è parlato di come preparare una cucina per poterla fotografare.

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Se anche voi dopo aver pulito e sistemato siete soliti fotografare la vostra cucina e ci rimanete malissimo e vi chiedete: ma perché la mia cucina non e come quelle che si vedono sulle riviste? Allora le righe che seguono potrebbero esservi utili. Se invece non vi e mai venuto in mente di fotografare la vostra cucina, probabilmente è meglio che vi fermiate qui 😁💕.

La prima cosa che ci hanno detto è che le case che vediamo sulle riviste non sono vissute. O almeno non nel momento in cui vengono fotografate. Quindi fare degli scatti mentre si cucina per davvero, o si mangia sul serio è altamente sconsigliato.

In secondo luogo il fotografo professionista, che teneva la lezione Ha precisato che lui è un fotografo professionista, mentre noi no e nemmeno dei designers o degli stylist e questo fa ovviamente una grande, immensa differenza! Pero anche noi, nel nostro piccolo, possiamo migliorare i nostri risultati. Come?

Prima di tutto bisogna pulire ed ordinare la cucina per bene. Non  dovete limitarvi a renderla presentabile, dovete proprio polish it. Un po’ come quando vi preparate per uscire per una serata importante, dopo una doccia e con indosso il pigiama che profuma di bucato siete certamente puliti ma non esattamente al massimo del vostro potenziale. Stessa cosa con la vostra cucina, dovete lucidare gli elettrodomestici, togliere le macchie di sugo dai pomelli degli armadietti e passare le piastrelle ad una ad una. Per dire mio figlio quando ha visto il frigorifero stamattina ha esclamato: mamma guarda come brilla!

Evidentemente non e che sia sempre cosi😅😅😅

Purtroppo tutto questo non è ancora sufficiente, bisogna anche cheating, barare. Non in modo esagerato, eh. Per tornare all’esempio precedente, è come se una volta che siete tutte ben truccate, pettinate e profumate, prima di indossare il vostro vestito migliore vi infilate la guaina contenitiva. Nel caso della cucina significa far sparire tutto quello che usiamo normalmente, ma non è esattamente fotogenico. Bisogna togliere di mezzo tutto il superfluo e lasciare solo il bello. Vale anche spostare i mobili per avere l’inquadrarura migliore o salire sopra sedie e sgabelli per provare nuove angolature.

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Qui potete vedere la mia cucina come è normalmente. Cioè non dopo che io abbia preparato la pizza fritta. Si, io la pizza la friggo sia mai che mi succeda di consumare troppo poche calorie in una giornata.

Ma non tergiversiamo.

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La mia cucina dopo una bella pulita e tutta ordinata, così come l’avrei fotografata prima di questo corso. E così invece e come l’ho agghindata per le feste.

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Ho tolto un sacco di cose, vogliamo giocare a: trova le differenze? E se dopo tutto questo lavoro non siete ancora sodisfatti? Allora dovete imparare a volervi un po’ più bene e ricordarvi che la vita è una sola e alla fine chi se ne importa della cucina, prepariamo qualcosa di buono e mangiamo tutti insieme, anche perché si è fatta una certa!D01C4C09-BEA5-40FE-870C-5F39493B5D45.jpeg